Knowledge iced
2016

Installation for books, ice and audio

 

Bated Sea
2014
Sound installation for six acoustic sources and two subwoofers

 

 

Terra Marique
2013 – 2014 – 2015
Video istallation
https://vimeo.com/147109812

 

Il pescatore che beveva, ma non sapeva leggere

Un poligono regolare a sei vertici, con sei lati uguali e sei angoli uguali. Se inscritto all’interno di un cerchio, il suo lato è uguale al raggio.Per Pitagora questa figura geometrica formata da due triangoli incrociati è il simbolo della creazione. Per gli Egiziani, la congiunzione del Fuoco e dell’Acqua, nonché generazione. Per gli Ebrei lo Scudo di Davide, per gli Indù il Segno di Vishnu. E per chi crede alla Magia, la potenza di questo simbolo è assoluta. In Forme d’Onda, l’esagono può essere considerato la chiave di tutto.Sant’Agostino sostiene che “Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita”.

Utilizzando la forma più terrena di questo (a quanto pare) straordinario emblema, si scopre il suo valore scientifico, per cui diviene indispensabile alla vita e metafora dell’esistenza umana.Il liquido primordiale e creatore, banalmente chiamato Acqua, esprime il suo sommo valore spirituale e trascendentale che si può paragonare alla conoscenza. Un bene primario non solo fisico, ma mentale e intellettuale. Con la capacità antropologica di determinare la morfologia del territorio permettendo ad ogni suo elemento di contenere la memoria del luogo e la testimonianza del suolo.

Forse è proprio per questo che nella civiltà mediterranea, il mare rappresenta l’eterno spazio in cui si intesse il dialogo tra l’uomo e l’anima dell’acqua. Una distesa in cui i miti si adattano ad una natura ostile, dove potenze esterne trascinano l’uomo nelle innumerevoli lotte modificandone la mente e il ricordo. Questo elemento diventa, attraverso il viaggio e la ripetizione, un’esperienza che si traduce in pensiero, che unifica in sé concetti contrapposti come l’immobilità e il fluire, la materia e l’ineffabile; la possibilità di ritornare alla dimensione più primitiva e tribale.

Senza alcuna presunzione, ma con spirito di discussione, si assiste ad una poetica critico-riflessiva, all’insegna di un ragionamento in continuo sviluppo, che segue il flusso e lo scioglimento della materia. E che denuncia l’avvenimento storico e attuale della perdita del tattile, di ciò che si vede, ma che non si tocca e non si vive realmente. Una concezione romantica e leopardiana legata alla perdita dell’illusione nell’età moderna, che progressivamente entra in crisi incolpando l’essere per non essere in grado di offrire a se stesso i mezzi per tramandare la conoscenza.

Tutto ha un significato in quello spazio, e tutto esiste per essere, in quel determinato momento visibile e tattile – per una notte, allontanandosi dall’idea di convivio funebre, dove ciò che muta insinua la distruzione. Forme d’Onda allude a un pensiero positivo, in cui l’interpretazione simbolica dei confini del mondo richiama solo la rinascita, ed emana suoni rigogliosi del suo fluire uterino e rigeneratore. Che non solo mera contemplazione estetica ma acquisisce capacità totale di comunicare attraverso i secoli, proprio come Logos e Sapientia, perché solo la mancanza d’acqua riesce ricordare pienamente il valore sacrale dell’istinto per cui “L’acqua è insegnata dalla sete”, Emily Dickinson.

Magdalini Tiamkaris